RAPPORTO DI LAVORO

Rimessa alle Sezioni Unite la disciplina del convivente more uxorio nell'impresa familiare

La Cassazione ha rimesso alle Sezioni Unite l'interpretazione evolutiva della disciplina del lavoro nell'impresa familiare al fine di includere nella stessa anche l'opera prestata dallo stabile convivente di fatto. Secondo la Cassazione l'art. 230-bis cod. civ. potrebbe essere interpretato conformemente agli artt. 2, 3, 4 e 35 Cost. e 8 CEDU e così applicare la disciplina dell'istituto in parola qualora la convivenza more uxorio sia caratterizzata da un accertato grado di stabilità. Eppure, si potrebbe giungere alle medesime conclusioni seguendo una ragione più liquida

Licenziamento del disabile per superamento del periodo di comporto e discriminazione indiretta

Il licenziamento per superamento del periodo di comporto del lavoratore disabile ingenera un contrasto giurisprudenziale circa la possibile configurazione di una discriminazione indiretta a favore del dipendente, in quanto il calcolo nel comporto delle assenze riconducibili allo stato di disabilità è idoneo ad ingenerare una ingiustificata penalizzazione del dipendente, il quale, incolpevolmente, subisce un trattamento deteriore nei riguardi dei colleghi non affetti da patologie invalidanti. La giurisprudenza di merito è addivenuta a decisioni contrastanti sul punto specifico

CONTRIBUTI E FISCO

Piani di incentivazione in azioni e determinazione del reddito di lavoro dipendente

L'Agenzia delle Entrate ha chiarito, in merito alla determinazione del reddito di lavoro dipendente in caso di piani di incentivazione che prevedono pagamento in azioni, che le azioni ricevute per effetto dell'esercizio del diritto di opzione si considerano acquisite nella disponibilità del dipendente e, conseguentemente, rilevano ai fini della tassazione dalla data di assegnazione delle azioni che coincide con quella di esercizio dell'opzione

Sanzioni tributarie, la crisi di liquidità non costituisce causa di forza maggiore

La Suprema Corte ha deciso che l'illiquidità societaria per mancato pagamento di crediti vantatati verso enti pubblici non costituisce causa di forza maggiore impeditiva del versamento delle imposte dovute. La Corte, richiamando la propria giurisprudenza e quella della Corte Europea, ha accolto il ricorso del Fisco e affermato che la sussistenza di una crisi di liquidità aziendale, derivante da inadempimento di enti pubblici debitori, non costituisce, di per se', forza maggiore ai fini dell'operatività della causa di non punibilità di cui all'art 6, c. 5, D.Lgs. 472/1997. L'annotata sentenza offre l'occasione di riassumere gli orientamenti della giurisprudenza nazionale ed europea sull' applicabilità della causa di forza maggiore nel caso di violazioni, anche di rilevanza penale, per omesso versamento di tributi, di accertare l'esistenza di una nozione dell'esimente di causa di forza maggiore in ambito dell'Unione Europea, di indagare l'istituto dell' esimente, a partire dalla definizione dei presupposti oggettivo e soggettivo inteso come un onere di prevenire eventi anomali e, infine, sulla discussa questione del ne bis in idem ovvero della duplicazione di sanzioni penali e amministrative per la stessa violazione di omesso versamento di tributi.

CONTRATTI COLLETTIVI

Panificatori Confcommercio

Le parti sociali hanno firmato l'ipotesi di Contratto collettivo nazionale di lavoro per il personale dipendente da aziende di panificazione anche per attività collaterali e complementari, nonché da negozi di vendita al minuto di pane, generi alimentari e vari

PREVIDENZA E ASSISTENZA

Prepensionamenti per giornalisti e settore editoriale

L'Inps fornisce le indicazioni operative in merito all'accesso al prepensionamento di cui all'art. 37, c. 1, legge n. 416 del 1981, da parte dei lavoratori giornalisti iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD) ai sensi dell'art. 1, cc. 103 e seguenti, della legge n. 234 del 2021, nonché indicazioni relative al prepensionamento dei lavoratori poligrafici

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